Vaccino antimorbillo antirosolia antiparotite

Si manifesta con febbre elevata, tosse secca ed insistente, rinite, congiuntivite e successivamente appare il caratteristico esantema, che dal volto tende a generalizzarsi. Il morbillo, contrariamente a quanto si crede comunemente provoca frequentemente complicazioni, talora molto gravi:

Il morbillo, una malattia che avrebbe dovuto essere già dimenticata e che invece torna di attualità.

Il morbillo è una patologia infettiva di tipo virale il cui indice di contagiosità, elevatissimo,è prossimo al 100%.

Si manifesta con febbre elevata, tosse secca ed insistente, rinite, congiuntivite e successivamente appare il caratteristico esantema, che dal volto tende a generalizzarsi. Il morbillo, contrariamente a quanto si crede comunemente provoca frequentemente complicazioni, talora molto gravi:

  • Diarrea 1 ogni 6

  • Otite 1 ogni 20

  • Polmonite / bronchite 1 ogni 25

  • Convulsioni 1 ogni 200

  • Encefalite 1 ogni 1.000

  • Trombocitopenia 1 ogni 3.000

  • Morte 1 ogni 1.000 – 10.000

L’Organizzazione Mondiale della Sanità aveva programmato da tempo l’eliminazione del morbillo e della rosolia congenita. Il progetto si è rivelato più difficoltoso del previsto e la scadenza è stata ripetutamente spostata. L’obiettivo attuale è eliminare queste malattie entro il 2015.

Le maggiori difficoltà derivano da una ingiustificata ostilità nei confronti di una vaccinazione efficace, sicura ed in uso da oltre 30 anni.

Le coperture vaccinali stanno calando un po’ ovunque e la malattia anziché scomparire, riemerge.

In questi giorni abbiamo una epidemia di morbillo presso i Comuni di Cerveteri e Ladispoli (numerosi casi soprattutto tra adolescenti/adulti e bambini al di sotto dell’anno di vita).

I servizi aziendali stanno lavorando al fine di contenere i danni di una malattia troppo sottovalutata, per la quale lo strumento più efficace di prevenzione è sempre e comunque la vaccinazione.

Nella situazione attuale, in cui la grande maggioranza dei bambini è vaccinato, la malattia finisce per colpire i piccolissimi (bambini di pochi mesi) e gli adulti (c’è già stato recentemente un caso di encefalite post-morbillosa sempre a Cerveteri). In entrambi i casi le possibili complicazioni sono molto più rilevanti.

Nel caso della rosolia l’effetto della mancata vaccinazione è particolarmente perverso; non proteggendo le bambine si fa correre loro il rischio di ammalarsi da grandi, in età fertile, aumentando addirittura il rischio di rosolia in gravidanza.

Ma perché tutta questa diffidenza nei confronti di questa vaccinazione? La principale causa fu una cosiddetta ricerca, vecchia ormai di quasi vent’anni, che ventilò l’ipotesi che il vaccino contro il morbillo potesse essere concausa di autismo.

Quello che la scienza ha dimostrato essere assolutamente falso, è diventata una “verità” mediatica che per un uso disinvolto dei mezzi di comunicazione, resiste a qualunque dimostrazione scientifica determinando una ridotta adesione alla vaccinazione.

Ancora oggi circolano in rete notizie prive di fondamento ma che procurano un allarme sociale ingiustificato e pericoloso in quanto allontana le persone da una pratica efficace e consolidata.

La raccomandazione resta quella di sempre, vaccinare tempestivamente chi è suscettibile alla malattia, dopo l’anno di vita, con le due dosi abituali.

La vaccinazione può e deve essere eseguita anche in età adulta da chi non sia precedentemente vaccinato.

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