30° anniversario della scomparsa di Mario Villotti fondatore dell'Avis

Classe 1925, origine civitavecchiese doc, cresciuto in terza strada (Via Trieste), giovane attivista del pci e lavoratore portuale. Donatore di sangue, ancor prima della nascita ufficiale dell’Avis nel 1956, quando all’Ospedale Vecchio il Dott. P.D.Pace era solito aspettare i portuali che scendevano per recarsi al lavoro per “invitarli” ad una donazione “braccio a braccio”.

Con 104 donazioni compiute fino al 1981, a 56 anni, ha ricevuto dalla medaglia d’oro alla croce d’oro; il 22 giugno del 1979 è stato insignito del cavalierato della Repubblica Italiana.

Ha rappresentato nell’epoca della ricostruzione economica, sociale e civile della nostra città degli anni ’60, i valori del benessere, dell’ottimismo e della magnanimità. Uomo semplice e allegro, intuitivo e determinato, amava la compagnia e la convivialità.

Nell’amicizia andava oltre il credo politico, lo dimostra lo stretto legame di stima e di affetto con la famiglia Molinari, prima con Angelo e poi con la Signorina Mafalda, con la quale ha sempre avuto un connubio di idee e scambio di opinioni, seppur diverse, ma sempre con il fine di migliorare la sanità locale.

Diceva scherzando “il sangue accomuna colori diversi bianchi, neri ……ma è sempre rosso”.

Grande comunicatore di carattere aperto e sincero, riusciva ad ottenere sempre il massimo per l’Avis, in termini di benessere per i donatori, di contributi e soprattutto di sangue, sempre pronto, giorno e notte, a cercare aiuto per una giovane vita o un uomo bisognoso.

Amico di tutti riuscì a creare diversi gruppi intorno alla Sezione, dai lavoratori portuali, all’impresa Guerrucci e all’Enel, istituì nuove Sezioni nel territorio, nei comuni di Allumiere Santa Marinella, Tolfa e Tarquinia, fino a Roma nord, Fiano Romano, Campagnano e Mentana, arrivando nella bassa toscana a Castel del Piano ed Arcidosso.

Sotto la sua presidenza si raggiunse così il massimo splendore sia nella raccolta di sangue, circa 6000 unità all’anno che venivano impiegate per “assistenze dirette” a pazienti civitavecchiesi, anche ricoverati in numerose strutture ospedaliere e cliniche romane.

Dal primo presidente Gianni Cavalleri nel 1956 fino al 1988, Mario non ha mai sottratto un giorno alla causa avisina, ricoprendo la carica di presidente dell’Avis fino al giorno della sua prematura scomparsa, avvenuta in data 11 settembre 1988, all’età di 62 anni, dopo un pranzo sociale tenutosi ad Arcidosso, in seguito alla raccolta di sangue, colpito da un infarto venne assistito all’Ospedale San Paolo tra gli affetti dei medici e del personale avisino.

Lasciò a 62 anni tanti progetti e sogni ancora da realizzare; il suo più grande fu la creazione del Centro Trasfusionale rimasto di proprietà dell’Avis fino al 2003, ceduto successivamente alla Asl, a seguito alla legge 107 del 1990, grazie al suo amico fraterno Prof. P. D. Pace Direttore del Centro, che riprese in forza le attività sanitarie dopo gli anni ’80, di ritorno da Ancona.

Oggi il servizio immunotrasfusionale esiste. grazie a Mario e a tutti coloro nel passato e nel presente, medici, infermieri e fratelli avisini e dell’attuale gestione aziendale hanno creduto nei progetti lungimiranti di un uomo semplice animato da buonsenso e amore sconfinato per la sua città.

Tutti noi, giovani avisini e cittadini, te ne siamo riconoscenti.
a nome e per conto del consiglio direttivo

il vicepresidente
D.ssa Nicoletta Iacomelli

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