Procedure di sicurezza Endoscopy Safety System

Nel dicembre 2019 il World Health Organization Office in Cina è stato informato di alcuni casi di polmonite ad eziologia sconosciuta rilevati a Wuhan ed un nuovo coronavirus, chiamato SARSCoV-2, è stato estratto da campioni del tratto respiratorio inferiore di diversi pazienti. Da allora, sono stati confermati oltre 100.000 casi con diffusione dell'infezione in molti paesi di tutto il mondo. L'Italia è stato il primo Paese europeo epicentro dell’epidemia con uno dei tassi più alti (oltre 10.000 confermati alla data del 10 marzo 2020) ed una crescita esponenziale di contagi. A partire dall'11 marzo 2020, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha classificato l'infezione come pandemia, indicando un significativo coinvolgimento mondiale della malattia che è stata codificata con la sigla COVID-19 (COronaVIrus Disease-19). L’elevato rischio che il personale sanitario possa risultare infetto da COVID-19 rende necessario sviluppare alcune raccomandazioni sulla protezione dei pazienti e degli operatori stessi, come ad esempio il rinvio di procedure non urgenti, la rimodulazione del triage, la disponibilità di dispositivi di protezione individuale (DPI) e l’istituzione di percorsi ospedalieri differenziati. Un aspetto rilevante è il rischio molto consistente di una possibile trasmissione tra operatori sanitari che sottolinea l'importanza di mantenere la sorveglianza tra tutti i contatti e la necessità di evitare assolutamente la ricollocazione del personale sanitario tra i reparti del nosocomio, per eventuali necessità “di supporto”, onde evitare la circolazione dell’infezione. Con specifico riferimento all’endoscopia digestiva, il contatto è da considerarsi comunque sempre potenzialmente pericoloso, poiché l'endoscopia del tratto gastrointestinale superiore è una procedura che genera aerosol; sono stati descritti casi di trasmissione per via fecale per cui particolare attenzione deve essere rivolta anche all’endoscopia del tratto gastrointestinale inferiore. Pertanto, il personale delle unità di endoscopia in una struttura ospedaliera che potenzialmente deve accogliere pazienti affetti da COVID-19 deve essere pronto ad affrontare il più alto rischio di infezione. In accordo con le indicazioni della Regione Lazio e della Direzione Aziendale, si è proceduto alla sospensione delle prenotazioni CUP inserite con priorità D – Differibile (entro 60 giorni) e P – Programmabile (entro 120 giorni) garantendo invece l’erogazione delle prestazioni con classe dei priorità U – Urgente (entro 10 giorni), delle attività connesse con il secondo livello dello screening per il tumore del colon-retto e di tutte le endoscopie richieste dai reparti, comprese ovviamente le urgenze provenienti dal Pronto Soccorso.

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